Collaborazione professionale

Il coworking agevola collaborazioni professionali tra i frequentatori dell’Open Space che trattano la stessa materia o materie affini fino al punto di creare uno studio multidisciplinare che comprenda varie professionalità, con lo scopo di offrire al pubblico una completezza di servizi e, nello stesso tempo, creare un’osmosi tra figure professionali diverse ma, allo stesso tempo, anche caratterizzate da notevoli interessenze.

Si tratta di superare la tradizionale tendenza ad associarsi per singole figure professionali (avvocati – notai – commercialisti) secondo un principio di assoluta omogeneità ed individuare, invece, un’area professionale giuridico–economica nella quale sia possibile interagire così come già da tempo accade in altre aree professionali come, ad esempio, quella tecnico¬–progettuale (non solo ingegneri ma anche geometri – imprenditori delle costruzioni – architetti – interior design ecc.) oppure medico–sanitaria (no solo medici di diversa specializzazione ma anche fisioterapisti – omeopati – ortottisti – dentisti – ortodontisti ecc.).

Questo criterio di collaborazione professionale “allargata” comporta, rispetto ai tradizionali studi associati, l’innegabile vantaggio di trasformare rapporti di potenziale concorrenza in rapporti di reciproca promozione. Infatti se in uno studio legale composto da soli civilisti ciascun avvocato deve reperire clientela nello stesso bacino di utenza degli altri, in tal modo sottraendo potenziali clienti ai propri associati, in uno studio composto da diversi professionisti di una stessa area allargata, ciascuno tende a reperire clientela in un diverso bacino di utenza ed a suggerire le altre figure professionali presenti in studio ogni qual volta un proprio cliente ne abbia bisogno.

Si pensi, con riferimento alle due aree professionali di cui sopra, all’ingegnere che, dopo aver progettato un palazzo, consiglia al costruttore di rivolgersi all’architetto presente nel suo stesso studio per redigere un progetto di sistemazione delle aree esterne oppure all’oculista che visitando un proprio paziente accerta che i disturbi alla vista dallo stesso lamentati hanno natura neurologica e, quindi, gli suggerisce una visita con il neurologo presente nello stesso studio ed al quale è legato da un rapporto di fiducia e collaborazione.

Insomma ciascun professionista diventa punto di riferimento dell’altro per le rispettive competenze in un rapporto di continua osmosi professionale che giova prima di tutto al cliente il quale nello stesso luogo e, spesso, nello stesso momento potrà ottenere l’assistenza professionale più adatta alle proprie necessità senza correre il rischio, pure esistente, che il professionista al quale si è rivolto travalichi le proprie naturali competenze pur di soddisfare le sue esigenze.

A tale collaborazione professionale, già esistente tra alcuni dei coworkers del nostro open space, si può partecipare aderendo all’apposita scrittura privata che stabilisce precisi rapporti economici e di esclusiva tra i vari sottoscrittori.